Panaque day

7 dicembre 2007, finalmente ci siamo, il grande giorno è arrivato! In mattinata arrivano le prime telefonate in negozio, si chiede conferma dell’evento, se ci sono modifiche o rinvii.Tranquilli, è confermato, oggi ci sarà il PANAQUE DAY.  Tranquilli !!!! per modo dire, i più agitati siamo noi: tutto è pronto ma sembra sempre mancare qualcosa.ORE 10:00 arriva una telefonata di Flavio: ci avvisa che ha un contrattempo e arriverà con un po’ in ritardo sull’orario previsto ma comunque in tempo per l’inizio dell’evento. Veniamo inizialmente presi dal panico, poi il lavoro ci distrae e il resto della mattinata fila liscio come l’olio. Il tempo fa i capricci, piove ma la temperatura è mite, mentre riflettiamo affacciati alla vetrina finalmente arriva Discus man 2007 alias Dott. Flavio Gagliardi. Dopo i salutii cominciamo ad organizzarci e senza vergogna approfittiamo della sua presenza per una diagnosi su due dischetti che ci stanno dando dei problemini. La diagnosi è precisa ed infatti ad oggi sono già migliorati. Il tempo vola sono le 16:00 i primi clienti si affacciano timidamente alla vetrina….. poi entrano; Flavio cordialmente rompe il ghiaccio e si presenta.  Dopo i primi convenevoli la discussione si incentra subito sul discus,  approfittando dei giovani  esemplari  presente nella vasca  centrale del negozio, Flavio fa notare il loro comportamento e spiega come la loro costante osservazione ci può indicare il loro stato di salute e quindi segnalarci l’eventuale insorgere di patologie. Il numero degli esemplari permette inoltre  l’osservazione del comportamento del branco sulla quale il caro discus man si sofferma a lungo. Nel frattempo alcuni visitatori ci salutano, altri ne arrivano, mentre i più curiosi rimangono e pendono letteralmente dalle labbra dell’oratore d’eccezione.  Naturalmente il “pubblico” si scalda e qualcuno  comincia a fare  timidamente le prime domande.

TECNICA
Quali sono i vantaggi nell’utilizzare un impianto UV in acquariologia ?” L’UV in acquario ci permette di mantenere la carica batterica bassissima così come avviene nella maggioranza dei biotopi di provenienza dei pesci ornamentali. Purtroppo però questo parametro in acquariofilia viene scarsamente considerato: vuoi per la scarsa conoscenza , vuoi per l’elevato costo delle attrezzature. Di conseguenza l’UV trova poco spazio nei “nostri acquari”, mentre dagli anni ’60 esso trova larga applicazione nella depurazione delle acque reflue, nella sterilizzazione e negli impianti professionali di acquicoltura. Il caso più recente di applicazione, che deve far riflettere voi appassionati, è il progetto Coral Zoo dell’Aquario di Genova dove tutti i sistemi sono stati dotati di questa tecnologia. 
“Uso acqua molto tenera con un Kh molto basso, in quali rischi posso incorrere?” Come in mille altri casi il Kh viene”mangiato” dal processo di nitrificazione operato dai batteri insediati nel filtro biologico. È bene quindi cercare di bilanciare e controllare questo consumo per poter evitare di avere kh=0 e quindi un pH instabile il cui valore sarebbe legato esclusivamente alla circolazione dell’acqua (ad es l’aggiunta di un areatore lo farebbe schizzare verso l’alto!). Per contro l’omeostasi della vasca può essere garanti tata anche da valori di kH bassi a patto che si disponga di un volano di acqua molto grande, in sostanza se si è in grado di cambiare , magari grazie ad un goccia a goccia, il 20-30% al giorno!  
“Come alimentare i betta splendens durante la fase larvale e di accrescimento?” Per mia esperienza è risolutivo l’impiego dei naupli di artemia appena schiusi. Essi infatti contribuiscono ad una crescita rapidissima in tempi brevi, poi magari si può passare ad un micro granulato finissimo, meglio se addizionato con vitamina C stabilizzata. Ricordati che è importantissimi offrire naupli appena schiusi,  perché essi vivono grazie alle loro riserve energetiche endogene, quindi se non somministrati ai pesci in tempi brevi non rappresentano più un alimento valido. Per rendersi conto di questo basti pensare che  alcuni studi hanno dimostrato (Tamaru et al.,) che  il contenuto calorico dei napulii può diminuire del 25% in 24 ore se allevati a 25°C. Inoltre teniamo anche conto che le artemie sono deficenti di acidi grassi polinsaturi (PUFAs) quindi se mantenute per troppo tempo senza alimentazione avranno un bassissimo livello nutrizionale.   

DISCUS
“Come devo alimentare un discus nella fase di accrescimento?” Dobbiamo operare dei distinguo: un conto è la fase larvale, un conto è la fase giovanile. Insomma dopo la metamorfosi cambia tutto e diciamo che si abbandona l’artemia viva per passare ad un buon granulare (meglio se vitaminizzato) ed ad una integrazione del 20% di pastone. Poi Man mano che il giovanile cresce e diventa adulto riduco l’apporto proteico ed aggiungo più fibre vegetali. Il discus di taglia senescente (disciamo di 2-3 anni) lo alimento solo con un pastone composto al 50% da cuore e fegato ed per il restante da vegetali. 
“Il mangime granulare può sostituire completamente il pastone nell’alimentazione di un discus adulto?” Direi di si. Molti miei clienti mi confermano che in circolazione ci sono ottimi mangimi granulari e che anche discus adulti se ne cibano molto volentieri. Tutto sta ad abituarli da giovani ed a non viziarli troppo nel corrso della loro vita. Personalmente continuo ad impiegare pastone per gli adulti, ma ne modifico, come accennato prima, la percentuale proteica riducendola.  
“Quali sono i valori ottimali in vasca  per l’accoppiamento?” Sicuramente pH acido e conducibilità bassa, oltre che durezza totale e carbonatica bassa! Insomma le acque di provenienza del discus sono state studiate e descritte in lungo ed in largo e oggi non ci si inventa nulla di nuovo! Importante anche alzare un poco la temperatura, diciamo intorno ai 30°C. Per essere sicuri di ciò il mio consiglio è quello di cercare di acquistare un buon termometro al mercurio. Quelli in circolazione di solito sbagliano di diversi gradi!!!! Per cui attenzione!!! 
“E’ vero che una vasca di piccole dimensioni limita la crescita del discus? Perche? “Diciamo che un ambiente ristretto limita la crescita di qualsiasi organismo! Una piccola vasca, probabilmente perché permette un ridotto movimento, limita lo sviluppo muscolare ed osseo dei pesci con le conseguenze del caso. In alcuni casi si ovvia inducendo un buon flusso in vasca, tuttavia tale accorgimento non è il massimo per i Discus. Da ricordare infine che il Gh ovvero l’ormone della crescita è legato per essere secreto al movimento fisico, quindi minor movimento minor secrezione del Gh e quindi tassi di crescita ridotti!
“Qual è il vantaggio di avere un ph basso con i discus ?” Il primo ed inequivocabile è che aumenta il tasso di fertilizzazione delle covate. In sostanza lo spermatozoo trova un ambiente a lui più consono e quindi riesce meglio nel suo obiettivo! In aggiunta un pH acido è un poco come una conserva di frutta, ovvero riduce la carica batterica. Questa condizione è fondamentale poiché è quella più naturale. Bassa carica batterica significa infatti anche meno problemi per le larve appena schiuse, le quali come è noto non hanno un sistema immunitario ben sviluppato e se vengono svezzate artificialmente rischiano di non essere protette dagli anticorpi dei genitori!
“Quali le maggiori difficoltà nell’allevamento dei wild ? “Sicuramente l’acclimatazione, la qualità dell’acqua e l’alimentazione; anche se poi si viene immediatamente smentiti come negli ultimi arrivi che ho seguito nel quale sembrava di avere a che fare con dei pesci robustissimi di bocca buona (addirittura accettano il granulare di buon grado!) e meno spaventabili dei classici ibridi riprodotti! !
“Cosa pensi dell’uso di ormoni per la riproduzione dei discus? “Ma, che dire? Penso lo stesso dell’uso di ormoni nell’allevamento degli altri animali: da non fare! Un pesce trattato con ormoni poi può presentare tare riproduttive gravi o scompensi fisiologici di difficile soluzione. Nel caso del discus è facile riconoscere un pesce ormonato visto che mostra già a taglie ridotte dei colori brillanti ed un mosaico ben definito. Nel caso di adulti ormonati essi inizieranno a deporre come dei matti e non è raro vedere una o più femmine deporre assieme nella stessa vasca. Inutile dire che per il vero appassionato, che intende cimentarsi nella riproduzione naturale del discus si tratta di situazioni da evitare come “la peste”.  
“Vorrei formare una coppia con due esemplari adulti che  però sembrano tollerarsi poco. C’è qualche segreto?” Grandi segreti non ce ne sono! Se i due non si piacciono c’è poco da fare! Certo a volte spostarli di vasca, modificare i valori chimico fisici dell’acqua, introdurre nuovi coinquilini o dividerli possono essere armi utili, ma segreti…non ne conosco. Regole poi….non ce ne sono. L’unica cosa magari è prestare attenzione a cosa succede veramente e tentare piccole modifiche alla nostra usuale gestione della vasca. 
“Ho una coppia che non depone più da molto tempo, sembra quasi bloccata, ti è mai capitato? Come procedi? “Di solito per prima cosa cerco di lavorare sull’alimentazione cercando di variarla il più possibile (in alcuni casi il cibo vivo è veramente un toccasana!!!); se non va l’ultima carta è spostarli di vasca. Osservo il loro comportamento nella nuova situazione concedendo alla coppia un poco di tempo, almeno un mese, se proprio non vanno cambio il maschio. Anche qui concedo del tempo alla coppia e poi inizio a cercare una soluzione alternativa.
Ho un discus adulto  che espelle feci lunghe e filamentose da due giorni , non presenta particolari sintomi e mangia regolarmente, come devo comportarmi? Ritieni sia necessario intervenire subito  con un medicinale?? “Diciamo che in un caso come quello che descrivi preferirei stare un poco alla finestra, due giorni sono pochi! In sostanza darei un poco di tempo al pesce per vedere che succede e poi, magari intervengo prima con una termoterapia e successivamente (se serve) con un curativo specifico.  

Guardiamo l’orologio   sono le 20:30 !!!!!!  Flavio con la sua capacità di spiegare tutto in maniera semplice e con la sua grande cordialità ha catalizzato l’attenzione di tutti. Il pomeriggio è volato, a malincuore  gli ultimi clienti salutano Flavio con appuntamento   a l’anno prossimoGrazie Flavio

Flavio Gagliardi nasce a Roma, il 4 Marzo del 1970.
nel 1995 si laurea all’ Università degli Studi di Siena in Scienze Biologiche con 110 e lode con una tesi di laurea internazionale centrata sulle malformazioni scheletriche delle larve delle orate.tra le sue esperienze di maggior rilievo annovera:luglio 1996 – Roma, Università degli studi di “Tor Vergata”: collaboratore al programma di ricerca “Applicazione ed ottimizzazione di un sistema di monitoraggio per larve e giovanili di specie ittiche marine riprodotte in condizioni controllate”, finanziato dal Min. delle Risorse Agricole, Alimentari e Forestali, Dir. Gen. Pesca ed Acquacoltura, nell’ambito del III° Piano triennale della pesca marittima e dell’acquacoltura in acque marine e salmastre (Legge 41/82). Resp. scientifico: Prof. S. Cataudella.Da settembre 1996 – Collaboratore al progetto internazionale Fish Base sviluppato dall’Unione Europea, della F.A.O. e dell’I.C.L.A.R.M., in qualità di esperto italiano in materia di pesci della famiglia dei Ciclidi e di ittiofauna italiana.febbraio 1999/febbraio 2000 – Roma, Ministero dell’Ambiente (I.C.D.M.) – Ispettorato Centrale per la Difesa del Mare: consulente per attività inerenti il monitoraggio delle acque marine costiere, lo studio dell’istituzione delle aree marine protette, la valutazione dell’impatto ambientale dovuto alle pratiche di acquacoltura e le problematiche legate ai traffici marittimi con riferimento specifico all’introduzione delle specie alloctone ed all’impiego delle vernici antivegetative.aprile 1999 – Roma, Università degli studi di “Tor Vergata”: docente per conto dell’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” al II Corso di Formazione “Scienza degli animali da laboratorio e tecniche alternative” in merito alle tecniche di stabulazione dei Pesci.Nel maggio 2001, diviene socio della Panaque srl., società attiva nel settore dell’allevamento e riproduzione dei pesci ornamentali tropicali e che offre servizi nel settore della gestione delle risorse acquatiche. Panaque è fornitore ufficiale dell’Acquario di Genova e vanta collaborazioni, consulenze e forniture con soggetti come il parco marino “Le Navi” di Cattolica, il parco marino “Oltremare” di Riccione, il Civico Acquario di Milano, il CTS Ambiente, Legambiente, diverse Aree Marine Protette italiane, il gruppo Zoomarine (Portogallo), le Università di Roma “Tor Vergata”, di Ancona, di Siena, della Tuscia.
Tra le attività di questa società annoveriamo: la progettazione di acquari pubblici ed impianti di acquacoltura; la progettazione di schiere espositive per esercizi commerciali dedicate alla stabulazione di pesci ed invertebrati; la progettazione, lo start-up e la gestione di laghi ornamentali e per pescasportiva;la collaborazione alla stesura ed allo svolgimento di progetti di ricerca scientifica in merito all’acquacoltura.Dicembre 2002- Dicembre 2003– Roma. ICRAM- Collabora per il progetto “Indagine tassonomica su specie ittiche marine e salmastre di interesse per l’acquariologia e la loro importazione e diffusione sul territorio nazionale”.Marzo 2001 – Faenza: diviene membro del comitato di redazione della rivista italiana di acquariofilia Hydra (Sesto Continente Editore) per la quale pubblica numerosi articoli divulgativi.Gennaio 2004 – Milano: collabora con la casa editrice Primaris per la quale pubblica numerosi articoli sulla rivista Discus Notiziario.Ecco alcune delle sue pubblicazioni scientifiche:Osteological study of the origin and development of the abnormal caudal fin in gilthead sea bream (Sparus aurata) fry, 1995. G. Koumoundouros, F. Gagliardi, P. Divanach, S. Stefanakis and M. Kentouri,. In Quality in Aquaculture. Aquaculture Europe’95 Int. Conference, Trondheim, Norway, August 9-12, Svennevig N. and Krogdahl A. (Eds.). European Aquaculture Society Special Publication No. 23, 16-18 pp.Normal and abnormal development of caudal fin in (Sparus aurata) fry, 1996. G. Koumoundouros, F. Gagliardi, P. Divanach, C. Boglione, S. Cataudella and M. Kentouri. Aquaculture, 149: 215-226.Applicazione ed ottimizzazione di un sistema di monitoraggio per larve e giovanili di specie ittiche marine riprodotte in condizioni controllate, 1998. C. Boglione, S. De Innocentiis, M. Dell’aquila, F. Gagliardi, A. Loy, G. Marino, F. Mugnai, M. Scardi, A. Spanò and S. Cataudella. Biol. Mar. Medit., Vol. 5, (3), 939-948.Monitoraggio della qualità larvale e di giovanili di Teleostei di acquacoltura come sistema di controllo delle tecniche di riproduzione e di primo allevamento: applicazione alle produzioni consolidate ed a quelle innovative, 1998. C. Boglione, C. Costa, M. De Francesco, M. Fantozzi, F. Gagliardi, A. Loy, M. Scardi, C. Selmo, A. Spanò and S. Cataudella. Biol. Mar. Medit., Vol. 5, (3), 949-958.Aspects of early development in the Adriatic Sturgeon Acipenser naccarii, 1999. C. Boglione, P. Bronzi, E. Cataldi, S. Serra, F. Gagliardi and S. Cataudella. Journal of Applied Ichtiology, 15, 207-213.Skeletal descriptors and quality assessment in larvae and post-larvae of wild and reared gilthead Sea Bream (Sparus aurata, L. 1758 ), 1998. Boglione C., F. Gagliardi, M. Scardi and S. Cataudella. Aquaculture, 192: 1-22.Geometric morphometrics and morpho-anatomy in sea-bass (Dicentrarchus labrax L., Moronidae) shape analysis, 1999. A. Loy, C. Boglione, F. Gagliardi , Ferrucci L. and S. Cataudella. Aquaculture, (186)1-2 (2000) pp. 33.Specie ornamentali ed acquariofilia, 2001. F. Gagliardi, O. Di Santo, F. Mugnai, F. Riccardi, A. Severati, in “Acquacoltura responsabile”, Cataudella S. e P. Bronzi, 2001. Eds. Unimar-Uniprom.Role of Trimalaconothrus maniculatus in transmission of Aeromonas hydrophila to larval stages of Discus fish (Symphysodon aequifasciatus), 2004. E. Di Cicco, C. tarantino, E. Magi, F. Verni, F. Gagliardi, G. Rossi. Parassitologia, 46 (Suppl. 1), pp 148.A preliminary survey of the italian marine ornamental fish trade and potential risks of alien species introduction, 2006. F. Gagliardi, O. Di Santo, P. Di Marco, F. Andaloro, G. Marino. Aqua 2006 Florence, Poster session, production part II.Ed alcune sue Pubblicazioni divulgative:Aulonocara hansbaenschi (Meyer, Riehl & Zetzsche, 1987), 1995. F. Gagliardi e M. Cruscanti. Boll. Ass. Ital. Ciclid., 2 : 21-25.Cenni sulle metodiche tassonomiche in uso nei Teleostei, con riferimento particolare alla famiglia dei ciclidi, 1997. M. Cruscanti e F. Gagliardi, Boll. Ass. Ital. Ciclid., 1 : 18-23.
Le specializzazioni trofiche degli Haplochromis (Pisces, Cichlidae) del lago Vittoria, 1997. F. Gagliardi,. Boll. Ass. Ital. Ciclid., 2: 28-34.Malformazioni scheletriche nei pesci e loro possibili origini, 1997. F. Gagliardi. Boll. Ass. Ital. Ciclid., 2: 24-26.Influenza del pH sulla fisiologia dei pesci, 1998. F. Gagliardi. Boll. Ass. Ital. Ciclid., spec. I: 32-34.Cicli lunari e ciclidi del Tanganyika, 1998. F. Gagliardi. Boll. Ass. Ital. Ciclid., 2:17-20.
Biofiltro. La vita al servizio della vita. Hydra, marzo 2001. F. Gagliardi ed O. Di Santo.Alimentazione e salute: gli immunostimolanti. Hydra, aprile 2001. F. Gagliardi.

Il Ph in acquario. Hydra, maggio 2001
. F. Gagliardi.Dafnie, alla base della catena alimentare. Hydra, settembre 2001. F. Gagliardi.Discus, le domande non finiscono mai. Hydra , 13 giugno 2002. F. Gagliardi.Riprodurre gli Ancistrus. Un classico moderno. Hydra, luglio/agosto 2002. F. Gagliardi.Allevamento artificiale del Discus. Nozioni scientifiche e pratiche. E. Di Cicco – F. Gagliardi. Discus Notiziario, 1/2004, pp.32-36.Nuove malattie: l’acariasi. E. Di Cicco – F. Gagliardi. Discus Notiziario, 2/2004, pp. 12-15.

Malformazioni scheletriche e loro cause. E. Di Cicco – F. Gagliardi. Discus Notiziario, 3/2004
, pp. 24-30.Come ti alimento il Discus. Considerazioni generali e consigli pratici per una corretta alimentazione. F. Gagliardi. Discus Notiziario, 4/2004, pp. 36-42.Alla scoperta della cute dei pesci. E. Di Cicco – F. Gagliardi. Discus Notiziario, 1/2005, pp. 24-28.Fisiologia riproduttiva del Discus. L’importanza degli ormoni. D. Legnani – F. Gagliardi. Discus Notiziario, 2/2005. pp. 38-41.
PH e carica batterica. Le nuove sfide per l’allevamento dei Discus. I parte F. Gagliardi. Discus Notiziario, 3/2005, pp. 24-27.PH e carica batterica. Le nuove sfide per l’allevamento dei Discus. II parte F. Gagliardi Discus Notiziario, 4/2005, pp. 12-15.Nematodi parassiti spesso dimenticati. Dall’analisi dei sintomi alla cura. F. Gagliardi. Discus notiziario, 2/2006, pp. 14-18